Sasso e vento e tempesta

Come se non fosse mai successo niente
E tu fossi un niente
Un vento che non ha fatto
Che una tempesta, violenta certo
Ma si sa che la gente vuole dimenticare
O forse dimentica perché si abitua
Come dell’odore della propria casa
Un sistema antipanico, un cervello accorto

E invece il panico c’è,
İmprovviso, proprio come quel temporale
E non diminuisce, non finisce

Mi chiedo quel sasso
Che mi porto in mano
Se prima o poi lo lascerò
Cadendo, rotolando
Di sicuro la mia mano
Ne conserverebbe il ricordo
E il peso
Come un arto fantasma
Ma al contrario.

Così si spiega forse

Cascata

Ti aspetto alla cascata
Indosserò il busto viola
Quello che mi ha regalato
Per farmi male e ricordarmi
Che alla fine sono un sogno solo tuo.
Alla cascata non mi aspettare
Può darsi che tardi, o forse che mi nasconda.
Tu aspettami, comunque, potrebbe darsi
Che io ci sia, in qualche forma liquida.

Colonne

La tenerezza
Colonne di luce
Nel passato
I tuoi ricordi di bellezza
Quando sentivi che eri un nulla
In un oceano di tutto
E ti scordavi anche del tuo nome
Del tuo corpo e della tua amarezza

La tenerezza
È il tuo cuore
Sopravvissuto alle tempeste
Nell’isola felice, dove i beati
Non alzano lo sguardo per salutare
Ma ti fanno giocare con loro
Come fossi sempre stato lì

E la colonna la vedo
Stamattina, riverbera sulla strada
Mi acceca e mi suda
E non mi lascia in pace
Come fosse qualcosa
Che ho dentro e dappertutto

Ormai

Grandi avverbi
Paludati, con lunghe grigie meteore
A girare tra le mani
Mi si parano davanti
Alti quanto montagne di fuoco
Un cipiglio così corrusco
Da farmi dubitare della paura
Della incredibile sensazione
Che quel piccolo Ormai
Che mi trotta a fianco,
Docile e festante, sia un guardiano
Abbastanza potente
Per tenermi al riparo
Dai loro strali e dalle mie inconsistenze

Eppure una freccia di piombo
Sono sicura di averla portata con me
Dall’ultramondo, dove tutto è simbolo
E ciò che dici non è ciò che sei

Mi rimane insieme un ciuffo di Ormai
Dorato e bianco, a farmi compagnia
Mi ci asciugo il tremore sudato
Dopo quel sogno di Forse.

Tre

Hai detto
Sembrano tre croci
Piantate nei cuori
Ma sai, le croci sono alberi
Con sopra i nostri pensieri
E gli uccelli ne colgono i frutti
Per portarli in altrove e in alto
Dove io e te non sappiamo,
Nell’esistere sottile
Tra questo e l’altro mondo

Anche se sembrano tre croci
Sono alberi di vita
Uno per ciascuno
Tre come le lacrime
Che ti ho visto
Che ti ho sentito
Mentre bisbigliavamo
In silenzio, il segreto di noi.

Sempre sarai

Chissà se te lo ricordi
Il segreto che avevamo
Io e te, sepolto nel tempo
Quella insulsa rimembranza
Quello spiegarsi inciampato
Come se parlassimo due lingue estranee
Ma in fondo uguali

Chissà se lo ricordi
Io me lo porto, in alto, in cima al capo
E mi chiedo com’è che gli altri non vedano
Qualcosa di così atteso e lucido di silenzio

Chissà se lo ricordo
Ma forse è tutto un mio pensiero
Per consolarmi di non averti
Davvero mai conosciuto e forse
Amato.

Febbri

Ieri non ero a posto
Febbre e forse brividi e anche raffreddore
Un modo del corpo
Di farmi ricordare, che dopo
Dopo il lungo inverno di stenti
C’è il tempo di guardare le gocce
Scendere dai rami, infiorarsi
E farsi accese, così dall’alba di cose belle
Nella casualità dei giorni, nelle nascite e nei messaggi
Come se ci fosse al di là
Della coltre madida di sudori e nebbie
Un momento appena d’aurora
Un baluginio di superno clangore

Tu, con me, adesso tienimi la mano
Che potrebbe essere troppo
Questa pura imperfezione ridente
Oggi, potrei anche sfarmi in mille particole
E ritrovarmi sparsa nel vento, danzante
Semi di ranuncolo, semi di niente
A guardare com’è raggiante vivere.

Creme

Giacomo, lui, nel sabato si rifugiava
Convinto che il piacere
Così fugace, fosse intenso
Solo prima che vivesse

E io, che un po’ sono giacomina
Ma anche me stessa
Dico che dopo, forse il dopo
Il ricordo e gli avanzi
Sono anche meglio, del pranzo consumato

I ricordi che ci costruiscono
Strade e bivi ed erme
A punteggiare, un vagare liquido
Quasi da ubriachi, così pieni
Di gioia in crema
Da non volerne più
E insieme da volerne ancora.

C>c

Oggi un sentimento
Fra le cianfrusaglie in fondo alla strada
Mi ha ritrovato

Era il candore a inseguirmi
Seppure acquattata dietro i cespugli
Alla fine frugando
Mi ha fermata, guardata
Fissa negli occhi, che non li abbassassi
E di un sapore metallico
Un po’ sanguigno un po’ lacrimoso
Mi ha colmato, con un gesto inusitato
Forse, forse era una carezza.

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