Prilli

A un certo punto
È come se bastasse un refolo
Un minimo prillare del tempo
E le torri cadono, di sabbia in sabbia
Una via l’altra, come fosse antico
Un cuore infinitamente anziano

E invece, fuori, tutto liscio
Tutto piano, e un aleggiare
Candido di bagliori di vita.

Ghiaccio

Perché non dovrei avere
Quelle qualità che mi apponi
Come un accessorio in paillettes
O piume di struzzo o pernice

Perchè dovrei sapere scrivere
Alla fine, tutti abbiamo studiato
L’abc del sentimento e del freddo rancore

Ma alla fine la distanza
Tra me e te, sta solo qui
Nei sogni convulsi e diacci
Così strani da nemmeno commuovere
E credimi, vorrei avere il mezzo giusto
Per non dirlo, per tenerlo alfine
In un algido riserbo,
Come fai tu.

Punti

Estati lunghe e sospirose
Immobili e nauseanti
Ma oggi, forse un dono
Forse uno strale di qualche dio premuroso
Tutto è così
Così

Che io non so e non credo
Avrò mai un’altra estate
Così

Tutto quello che ho perduto
Tutto quello che non ho avuto
Tutto il resto e anche di più
Così c’è

È che quel dio lunare, lui
Capriccioso e bellissimo
Mi toglie il suo favore
Il mio cicisbeo pallido
E io arranco e mi importa poco
Sbuffare su questa strada
Perchè i miei occhiali sono perduti
E forse non vedo più tanto bene
Anche quando li indosso

Come se noi fossimo quelli che
Scendono così dalle scarpate
Rotolando, un sasso dopo l’altro
E non avendo cura delle ferite e delle botte
Perchè siamo noi che guardiamo
Un punto solo, in mezzo ai pianeti

Cerchiamo e cerchiamo
E a un certo punto
Quel certo punto
Di colpo, ci svanisce
Di fronte, come se non fosse mai
Stato sul naso

A turno

In uno spazio
Di metri e sole
Passi e passi
E giorni e giorni
Annullati, deflagrati
E tanta lunga distanza
Tra me e te

Così, frantumata
Perchè in un’ora dirsi tutto
E ricordare il tutto dietro agli occhi
E danzare insieme come facevamo

Insieme, a turno

Oro

Oggi vedo cose
Seppure sia tutto scuro il cielo
Vedo cose d’oro e di luce
C’è un ragazzo che ha vinto
Un altro anche
Non li conosco, neanche so come si corre o salta così
Però mi hanno ricordato
Che tutto è d’oro oggi
Sono qua, al centro di un lago
Piovono gocce di nuovo
È così perfetto
Che non so se resisterò
È così cuore, così vita
Così tutto pieno di tutto
Così pieno, cascate luminose
Mi escono dagli occhi

Così, da non respirare
Per fortuna che piove
Il mio tempo preferito
La mia vita d’oro

Sasso e vento e tempesta

Come se non fosse mai successo niente
E tu fossi un niente
Un vento che non ha fatto
Che una tempesta, violenta certo
Ma si sa che la gente vuole dimenticare
O forse dimentica perché si abitua
Come dell’odore della propria casa
Un sistema antipanico, un cervello accorto

E invece il panico c’è,
İmprovviso, proprio come quel temporale
E non diminuisce, non finisce

Mi chiedo quel sasso
Che mi porto in mano
Se prima o poi lo lascerò
Cadendo, rotolando
Di sicuro la mia mano
Ne conserverebbe il ricordo
E il peso
Come un arto fantasma
Ma al contrario.

Così si spiega forse

Cascata

Ti aspetto alla cascata
Indosserò il busto viola
Quello che mi ha regalato
Per farmi male e ricordarmi
Che alla fine sono un sogno solo tuo.
Alla cascata non mi aspettare
Può darsi che tardi, o forse che mi nasconda.
Tu aspettami, comunque, potrebbe darsi
Che io ci sia, in qualche forma liquida.

Colonne

La tenerezza
Colonne di luce
Nel passato
I tuoi ricordi di bellezza
Quando sentivi che eri un nulla
In un oceano di tutto
E ti scordavi anche del tuo nome
Del tuo corpo e della tua amarezza

La tenerezza
È il tuo cuore
Sopravvissuto alle tempeste
Nell’isola felice, dove i beati
Non alzano lo sguardo per salutare
Ma ti fanno giocare con loro
Come fossi sempre stato lì

E la colonna la vedo
Stamattina, riverbera sulla strada
Mi acceca e mi suda
E non mi lascia in pace
Come fosse qualcosa
Che ho dentro e dappertutto

Ormai

Grandi avverbi
Paludati, con lunghe grigie meteore
A girare tra le mani
Mi si parano davanti
Alti quanto montagne di fuoco
Un cipiglio così corrusco
Da farmi dubitare della paura
Della incredibile sensazione
Che quel piccolo Ormai
Che mi trotta a fianco,
Docile e festante, sia un guardiano
Abbastanza potente
Per tenermi al riparo
Dai loro strali e dalle mie inconsistenze

Eppure una freccia di piombo
Sono sicura di averla portata con me
Dall’ultramondo, dove tutto è simbolo
E ciò che dici non è ciò che sei

Mi rimane insieme un ciuffo di Ormai
Dorato e bianco, a farmi compagnia
Mi ci asciugo il tremore sudato
Dopo quel sogno di Forse.

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