peeeerle

Personalmente, in base a vari e numerosi riscontri oggettivi, ottenuti durante la frequentazione virtuale ormai consolidata, credo possa trattarsi di individui con profonde carenze affettive, con una scarsa considerazione del sé e con un’esistenza priva di gratificazioni in ogni sfera del vivere. (un po’ come te insomma)
L’esibizionista è un soggetto il cui comportamento tende a mettere in mostra le proprie doti, le capacità, il proprio aspetto, o qualsiasi altro elemento utile ad attirare l’attenzione altrui e ad accrescere l’autostima, attraverso manifestazioni di un bisogno patologico di affermare sull’altro una forma di superiorità: quando questi comportamenti appartengono ad individui evidentemente privi di doti e capacità, ci troviamo di fronte al soggetto ridicolo.
(succede anche quando le hanno, anzi proprio perchè le hanno le capacità se ne fanno vanto e arma)
Li abbiamo qui?
Si, e tutto quello che possiamo fare per loro è fare da comparse nelle loro esibizioni, fin quando l’interesse principale continua ad essere quello di vivere un’esperienza intellettualmente costruttiva.
E nei momenti di buonumore, riuscire anche a farsi una sana risata, prima di dedicarsi a quello che è l’unico senso della presenza in un sito culturale.
(cioè esserci perchè non ci sei nella vita reale?)
Perchè di più, proprio non si può, non avendo le competenze professionali per curare le loro devianze, ammesso che siano curabili.
(da che pulpito! Che pietà! Una magnanimità da far paura a Ghandi!)
Ma soprattutto, perchè un salotto culturale non è un’associazione di volontariato. Per quello (il volontariato) -io- vado altrove.
(oh no, è un posto dove possiamo dirci quanto siamo sensibili, carini e acculturati. Una versione per vecchi del telefilm Friends)

 

Discorso scritto da un esibizionista. Com’è che non vedo differenza?

Lo dico sempre che certe perle di saggezza bisogna attenderle, un po’ come il cadavere del proprio nemico che passa sul fiume e tu sei sulla sponda, con pazienza ad attendere.

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