stuzzicadenti

Mi reggo sugli stuzzicadenti:

un palazzo di cinquantapiani, con vista

sul mar egeo, distrutto, scolpito

dalla forza inconsulta

di dodicimila gabbiani,

fenicotteri, procelle e scudi.

 

Mi reggo sugli stuzzicadenti;

distinguo a meraviglia

tutte le ingessature delle ossa fragili

le trabecole, bianche di calce

e disdoro, disimpiego, così

senza un colpo deciso

i centri nervosi e le cellule del dolore.

 

Mi reggo sugli stuzzicadenti:

una struttura fragile

tolto uno

cadono tutti.

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