I fogli che hai imbrattato non li ho messi

nel fuoco ardito del cuore dolente,

conservati, uno a uno, con i bordi anneriti

colmi del mio dolore muto.

Le cose che mi hai trasmesso

son tutte qua: nelle vetrinette del mio ricordo

e le agito, le spolvero aprendo i cristalli

per ricordarmi l’odore che tanto m’hai puzzato.

Farebbe comodo, fingere indifferenza

sarebbe facile, dimenticare col perdono

e invece, piccola lucertola nera, io non dimentico

nulla,

 

errore grave

pensare che chi non parla

non ricordi

 

errore mortale

credere che chi non guardi

non esista.

 

Con gioia selvaggia

assisto onnipresente

al tuo sfacelo

di carne sfogliata

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