martin

l’angoscia che martin*, mi nascose con le mani a coppa

filtrò, luminosa, a irradiarmi il volto 

e il giorno si afflosciò come una tenda smontata

con tutti i bagagli nel nero, e più che vita

sembrò costruzione di un cimitero

 

complicate, le cose e le persone

e qua, come fare a subire un lutto

proprio quando la vita si spalanca

appena prima del crepuscolo degli dei

alla fine dell’orizzonte degli eventi?

 

il buco nero del tuo cuore

quello sì, martin, non imploderà

fra stelle e residui umani

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