L’innocenza

I miti dei tempi moderni: per riscattarsi dal cinismo e dalla fatica che il vivere postmoderno causa anche alle persone più schermate e smaliziate esistono alcuni miti. Miti incrollabili, incessanti, inarrestabili. Che sono molto più che pregiudizi e un poco meno che dogmi di fede. Sono moltissimi e ti ci scontri nei momenti meno opportuni della tua vita, quando a quante pare, non condividi con gli altri la stessa prospettiva morale, umana, esistenziale.

Uno di questi, dei quali vi parlo considerandomi esperta, è quello del Fanciullo ovvero dell’Infanzia Spensierata. A sentire le persone i bambini sono nell’ordine: simpatici, arruffati, morbidi, felici, innocenti, puri, pieni di un amore universale, incredibilmente saggi e da preservare dalla fatica del vivere normale.

Io sono insegnante e ne ho visti parecchi di bambini, dai 5 ai 12 anni. Posso dirvi sinceramente che tutte queste sono somme puttanate? Quelli che ho visto io (un buon campione, visti luoghi che ho girato e la quantità con cui ho lavorato) mi paiono solo esseri fragili e insieme molto forti. Sballottati da genitori spesso superficiali o troppo addolorati per vederli davvero a destra e a manca, senza scopi, senza stimoli, sovraffollati da congegni elettronici, aspettative assurde e follie genitoriali monomaniacali. I genitori fanno molta fatica a vedere i figli come dovrebbero essere: persone in crescita che chiedono certezze. Un tempo venivano investiti di sbagliate previsioni, ottuse direi e su queste si imperniava tutta la loro vita futura, se non altro erano certezze. Invece oggi assisto a delle scene pazzesche, con madri convinte di avere sempre quindici anni fisici e mentali e padri sedicenni e clamorosamente assenti su queste cose. Certo, li portano al parco divertimenti, gli comprano Ipod e quant’altro, ma qui il compito si esaurisce.

E qui scatta la forza che generano i bambini: si adattano. Inventano delle loro regole e a volte riescono a seguirle, si creano delle figure autoritarie che chiedono loro rettitudine e puntualità (in genere gli insegnanti) e le seguono. E i genitori? Loro restano uno strano surrogato di fratelli e sorelle enormemente cresciuti da accudire come bamboline morbide. Certi infanti trasportano dei carichi che i loro genitori nemmeno immaginano, in genere proporzionale alle mancanze degli adulti.

Vi sembra una vita facile? Divertente? Spensierata?

Pensate alla vostra, quando eravate piccoli. Pensate se era tutto un fiorire di merende tra amichetti e sole sui campi di papaveri o piuttosto la fatica continua di decifrare un insieme di regole non scritte che non capivate poi molto, per compiacere delle persone che forse dopo il weekend si sarebbero dimenticate di voi.

Pensateci. E poi aspettate due minuti a parlare ancora del Fanciullo Innocente.

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