sani per niente

la dura schiena si piega, infine
l’annosa schiera di valori svalutati
perchè poi, mi chiedo, mi fisso
sulle cose, sui perchè, sulle persone
sicura che il mondo abbia da offrire
più che ammassi di rosacenere.

mi spello, davanti allo specchio obliquo
dei tuoi virtuosi pensieri, dei miei tortuosi miseri misteri

e via che un altro giro va
un’altra ruota, un altro anno
invecchio a vista di cuore:
e invece di ammalarmi
divento sempre più sana
una salute che posso offrire;
solo a me stessa

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