obblighi

Obblighi di mantenere solide certe mie
paranoie di gioventù granitica;
bolliti di carne e spezie, in specie le meno tenere
abbondanti come l’olio su cui scivolarono le voragini-
-aperte, come ferite, supponenti, come foruncoli.

Ovviamo ai piaceri distendendoci su picchi
lacerando le miserie, così, nudi d’orgoglio
vestiti di sacrilegi, effemeridi lette sul viso
per chi s’intende di cartomanzia.

Fibrose, le piante dei piedi, sradicate
hanno messo le ali e fuligginose
sbattendo lentamente, un secolo per volta,
sono salite, in su,
mentre il sangue defluiva
al cervello.

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