Branchi

Mentre ascolto l’immancabile riedizione de l’estate sta finendo un anno se ne va-a-a per accompagnare gli ultimi temerari tanoressici che si godono il weekend al mare tremando come foglie, mi chiedo un paio di cosette sui social network. E in particolare su quelli che fanno un milione, anzi un fantastilione di fan e seguaci che dir si voglia. Dunque, su twitter è facile: basta che tu sia una persona famosa (non confondiamo la fama con la bravura, due cose nettamente distinte). Su facebook più o meno è lo stesso.
E poi ci sono quelle categorie che sfruttano il qualunquismo per avere fan. E ok, ci sta, anche se onestamente dopo il millesimo gattino salvato dai pompieri e la cinquemillesima frase su io non sono come le altre: sono me stessa et similia un po’ smetti di seguirle.
Ma la specie che mi agghiaccia di più sono quelle pagine, persone, blog che praticano del vero e proprio cattivissimo sarcasmo. O meglio, all’inizio parte come tale, e poi lentamente si trasforma in un bullismo webbico senza pari, che se la prende con qualunque essere umano non confacente i loro altissimi standard: minorati fisici e mentali, ciccioni, stronzi, ignoranti, laureati, anziani e via dicendo. Ora, io capisco che queste cose possano scatenare la bestia selvatica che sta in ognuno di noi, che fa gruppo, che fa millanta iscritti, perchè in fondo siamo tutti cattivi, però a un certo punto si esagera.
E infatti vengono chiuse. E gli amministratori (in genere ragazzetti al massimo sui ventisei) se ne stupiscono e inneggiano al rogo per i moralisti che li hanno segnalati e quindi bloccati.
Ora, io sono una grande esportatrice di feroce ironia, anche sarcasmo, e sono stata cattiva spesso, ma quando sapevo o mi è stato detto che ferivo qualcuno, mi scusavo. Invece questi più feriscono, più infieriscono. E ti danno della sfigata. Infieriscono e lo sanno, e quelle millanta persone che li leggono si vantano di non far parte della categoria bistratatta, si sentono forti, branco penso e continuano.
Personalmente non sono una moralista, però mi dà un po’ fastidio questa situazione: l’ho vissuto un poco di questo atteggiamento, l’ho subito (anche senza fare niente, ma avessi fatto qualcosa sarebbe stato lo stesso) ma mi chiedo: e quando saranno loro stessi ad essere dalla parte dei deboli che prendono in giro e ci ridono sopra?
Non che glielo auguri, ma prima o poi dovrà succedere.
Che faranno? Si prenderanno per il culo da soli?

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