santità

Mi vorrei definire
sulle punte delle sopracciglia
dove rotolano i miei orizzonti
lontani, lucenti, troppo idioti.

Mi corre dentro una sostanza
nera più del nero della nera essenza
che tu, soppesi, che io, corressi,
e infine, rettifica la meraviglia

e sì, tu abbondi
sarà che il riso
mi ha sfoltito le mani
e inerme
provo ancora a precipitare
da quel tormentato dirupo
da quella vertigine da collegio;

la santità non mi ha mai
baciato le ginocchia,
come a te.

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