per la festa della donna

Uomo tu sei
il padrone che ha rotto tutti i vetri
delle serre piene dei miei fiori nuovi
non contento, hai distrutto anche i muri
e finendo soddisfatto l’opera,
mi hai trascinata lungo il gorgo
per i capelli

uomo tu sei
quello che io vorrei essere
per aprire le gambe senza sentire puttana
urlato dai piccioni e dalle colombelle
riunite sulla piazza del mercato
per lavorare
senza licenziamento per maternità
per passeggiare
senza temere di attirare mosche insulti
per essere libera
di essere meno di quella che dimostro d’essere.

Uomo tu sei
colui che potrebbe
prendermi la mano
e darmi conforto, come ne dò io a te.

E invece, non lo fai,
mi dai di gomito
e mi indichi la prossima
innocente puttanella
che domani ti farai.

io, non sono abbastanza bella.

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