Anda

si affaccia dal balcone
in granito e sale marino
la signora del giorno prima,
si chiama Anda e vuole,
ancora, per saldo al suo cordoglio,
una tazza di zucchero
e tre uova sode.
resta molto, la signora,
e mi parla di niente:
un vago aureo influsso,
come una nebbia sottile
che tutto disfa e colora.

la signora Anda mi sorride
– ci vediamo solo alle feste
o alle porte di eventi solidamente solitari –
e io, mentre si scarmiglia i capelli serpentini,
mi sento in colpa, presa al laccio.

oggi mi sta antipatica l’Anda
somiglia troppo alla Furia
vestita di normalità
e cordiale indifferenza.

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