Il commento odierno sulla poesia contemporanea – regole

non parlare di metrica, versi, strofe e tutto ciò che di classico potrebbe esserci
non fare caso al linguaggio: l’aulicità è bandita, solo frigoriferi e olio di motore 
non fare altresì caso all’uso smodato di termini quali anima, cuore, amore, amare, sentire, emozione e via dicendo. Ci stanno bene comunque, anche in improbabili metafore quali il cuore del motore dell’amore
non scandalizzarti o trovare volgare l’uso di termini quali fi*a, ca**o e via dicendo. La poesia così vuole solo essere vera, sanguigna, vissuta.
Non importa se è scritta coi piedi, l’importante è che sia realistica.
Elogia sempre i temi civili, intimistici, nazionali e ultranazionali. Avere un ruolo pubblico, da vate, è sempre ben visto.
Dimentica l’importanza dell’ortografia o della concordanza tra aggettivo e nome.
Ricorda che tutto, perfino uno sbrodolato versaccio, è licenza poetica.
Non dare consigli stilistici.
Sii ermetico il più possibile, lasciando intendere che la complessità della poesia è tale da renderla imperdibile e bella, anche se è chiaramente una filastrocca.
Non insospettirti se i temi sono ripetuti o noti una certa qual serialità nella scrittura: è lo stile del poeta.
Dì sempre che ti ha dato qualcosa, mosso a qualche riflessione, suscitato un’emozione ineffabile.
E se proprio non sai che dire, sii vago. Centrerai il bersaglio, sempre.

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