Costanza

– Cambiare è difficile –
mi diceva pensosa
la donna della biblioteca.
Sapevo del suo amore
seccatosi tempo fa,
appena le foglie le furono cadute
dai rami arguti della sua orgogliosa maniera.

Era una fortezza, ricordo:
l’inappuntabile Costanza
dagli chignon laccatissimi.
Poi, poco fa, sciolse i capelli
le volavano in fili elettrici
come un’aureola alla Curie.
Portava meno tailleur
e più sorrisi rossi.
Ma ora, nuda del ghiaccio,
incapace di sobbalzare come prima
facedo uscire il biancoseno
da camicette sbottonate,
s’è trovata a perder ritmo
in quella danza solitaria.

Sospira – Cambiare è facile,
invece. Accettarlo è difficile –

E si alza, ora, con passo serio
del suo vecchio repertorio di fughe.
Si allontana, a prendermi il libro
e sorpresa, noto una cosa:
le scarpe, sparite
al loro posto
due stropicciati boccioli
di una rosa.

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