settimana di niente

era la mia settimana di niente.
mi ero decisa per un ozio totale, un lungo cammino verso il precipizio della negazione di qualunque atto utile, dilettevole o anche solo umano. mi ci voleva, ed era giusto, in quel momento.
approntai il tutto per poterla sfruttare al massimo così spensi telefoni, computer, televisioni, scrissi email per rassicurare tutti che sarei stata ancora viva, feci una spesa pantagruelica e mi chiusi in casa.
si sfiorano livelli di follia nel restare per tanto tempo soli.
il primo giorno evitai di togliermi il pigiama: tanto gravitavo tra letto e divano.
il secondo giorno smisi di mettere il cibo nel piatto: tanto valeva lavare solo la padella.
il terzo giorno smisi di leggere.
il quarto mandai a quel paese un tale che suonò per sbaglio al citofono.
il sesto intrattenevo ottimi colloqui con tutti gli oggetti di casa, sedie e phon compresi.

il settimo la trovarono fuori casa, lacera e senza più senno.

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