Mismo

Il medesimo modo
Di farsi da parte
La sorte peggiore
Da mettere  a carte;
Mi stringe la cinta
Il suono di seta:
Sei tu l’errore, tu sei l’asceta
Che scegli l’orrore
Di non quadrare
Roteando
In grazia
Sulle punte fameliche
Sulle bocche rosse
Di canini splendide.

Il medesimo tuono
Arriva alle orecchie
È già notte
E piove
Quando azzardo un passo
Oltre le mura
Sul niente. Mi salvo
Da me,

Come sempre.

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