au

questa modernità così impazzita
alla luce delle lampade alogene
sfarfalleggia come un insetto
troppo grande e troppo ottuso
per uscire da solo

questo sentore di arrosto bruciato
di stoccafisso al rabarbaro
e tante tante torte di frutta e coriandoli.

questa terra, così simile a una pioggia nera
frana, colpisce e divora
tutto di colpo l’orizzonte collassa
e di soppiatto i suoni si fanno rumori.
Vuoto, come un plastico minuscolo,
il cielo, finisce su se stesso;
la bambolina gira e gira e gira
ultima rappresentante d’un mondo usato.

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