gatto

Scrivo e non scrivo
taccio e ti ripenso
in momento di denso
appiccicume e stolidità
da gelatina di miele.

Miagolo e mi agito
migro e molarizzo
l’im-pianto colto
dal panico e dal suffragio;
persone e alberi
crescono insieme all’ombra
dell’eclisse di sole.

Lurido e non lucido
estraneo un sacrificio di giada
e mi trascino le mie code di mare
e im-paglio i minacciosi vulcani.

Tra cima l’ultima noia
e vapora
continua
e solidale
al metro passante,
su, sempre in sula
piego

anima vaga
gatto non morto.

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