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Costruito l’impero di parole
Per l’ultimo dei tuoi viaggi
Lunghissimi come dita di lumaca;
Ho dedotto montagne e dolci declivi
Lassù dove avresti completato
Il tuo tirocinio da sperduto.

Mi sono prestata per governare
Tutte le province che non conosci
E sino cadute tutte le foglie
Per ricrescere verdi, come i tuoi occhi.

E piccoli Paggi ti porteranno
Corone d’alloro dorato
Addestrati a fare salti mortali
A sorriderti felici
Perché nel tuo impero sia solo l’acqua
Delle cisterne nascoste a piangere
E lagnarsi gocciolando
Dalle tue guance.

Ho costruito anche delle montagne
Lontane e azzurre
E ovviamente la tua reggia
Sarà in riva al mare più puro,
Dove passeremo il resto della vita:
Io ospite del tuo magnanimo amore
E tu re senza fallo del mio infranto cuore.

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