pugnali

Una volta ho sognato il vuoto
sembrava così tiepido,
aveva un tono leggermente rosato
e la nota di fondo d’un bocciolo nuovo.

Mi sono svegliata poi
piena di pelucchi di nostalgia
per quell’antro perduto tra i meandri grigi
di letti di fiume asciutti.

Quando lo sognavo sentivo suoni
e percepivo cambiamenti di luce:
oscurità e stelle lontane
fosfeni e morbide ombre
in ordine decrescente.

Quando ho messo un piede
sul pavimento di vetro
mi sono toccata la fronte
e il cuore;
c’erano due manici di coltello
infissi nel centro
eppure, anche se sveglia,
non facevano male.

Il vuoto sono io.

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