carrozze

Come un paesaggio
che scivola sobbalzando
dal finestrino unto
dei miei occhiali spessi

sul sentiero di casa
l’asino si arresta
non vuole proseguire
e nemmeno mi sento di insistere.
Fossi lui nemmeno io
attraverserei il ponte.

Mi scivola di mano il libro
ho smesso di sentire il moto,
perdo i sensi, insieme al singhiozzo:
si muove il mondo
o sono ferma io?

In fondo non cambia davvero
il carro, con davanti buoi o oche,
rimane cementificato
sulle rive dell’incoscienza.

Un giorno, spero, insieme
rideremo di tutto questo,
dopo che avremo lottato
ovvio. Dopo che ti avrò insultato
a lungo, tanto da imparare nuove lingue
e nuovi gesti d’affetto.

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