escheriana

lw399

Avevo il gusto
Del mistero.
Conciliavo la grazia
Del vento
Col tragico delle minacce.

Come un merlo giovane
Pezzetti di legno
E foglie secche
Per nidi vuoti,
Costruivo
Instabili, purché tanti.

Avevo bisogno
D’intrecciare
Corone d’indizi
E poi posarle sul capo
Del reale,
E farlo piú vero,
Piú chiaro.

Finché un giorno nudo
Si manifestó il principio
Del disinteresse cosmico.

L’enigma ė il gioco dei ricchi.
La poesia ė condanna dei poveri.

Io non mi sono mai chiesta
Quanto possedessi
Nella banca del talento in rame arrugginito.

Nel dormiveglia nascono
Cose che muoiono
Appena ho coscienza.

/i luoghi bui
Sono vuoti
Appena in luce/

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