La gentilezza

La gentilezza non è la passività. Non è nemmeno mostrarsi molli. Tanto meno umili. Non è inchinarsi e non è mostrare il fianco. Non è fingersi amichevoli senza davvero pensare all’altro come possibile amico. Non è abbassare la guardia ma con uno stiletto nascosto nella manica. Non è considerare i difetti con indulgenza e le qualità con fastidio.
Non è giudicare per dare un consiglio non richiesto. Non è una foto chiara e luminosa. Non è un dolce troppo dolce e pannoso. Non è imporre la propria idea, anche di gentilezza, ficcando delicatamente i propri convinti percorsi nella bocca degli altri.
Gentile viene da gens, le famiglie nobili romane. E tali erano chiamati dal popolo ebraico.
La gentilezza ha a che fare con un’identità ben precisa di sé e amorevole, culturale e umana degli altri.
E l’amore non è sempre sottomissione.
Quindi ora pensate a cosa sia per voi la gentilezza. E non imponetela.

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