rubelite

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Parlo in maiuscolo
quando l’angolo si fa stretto
quando di piume ruvide
si riempie il canale;

parlo in rubelite
quando la storia si colma
e la misura schiaccia
tutti i miei problemi
contro il vetro,
e li minaccia.

Zittisco le mani
tradite poi dagli occhi,
quando la bocca nera
si apre a pozzo
e ingoia tutto il nuovo
e sputa tutto il marcio

perché è rischio
ma insieme vischio
riferire
le luci balzanti
dietro le finestre del tempo primigenio.

Tu accosta l’orecchio
dei tuoi palmi:
qualcosa sentirai
se non sarai rinchiuso
nei tuoi labirinti di cera fusa.

Sa di fumo
la mia metà
di voce nuda.

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