ut

Sui fondi complicati mi sono preparata
anche se preda del sonno e di mistiche velleità.
Il precipitare assorto delle mie convinzioni
ha fatto volare via anche gli ultimi piccioni
e il monumento alla verbosità minacciosa
s’è sporcato, s’è umiliato, era solo
sotto un sole così giallo da imbianchire
pure i muri di cotone cardato a festa.

Non mi stratifico abbastanza, porto colori
che non sono colori e mi si annacquano
i bulbi vitrei, vedo male, vedo incerto
incrocio le dita e gli occhi sul ponte del naso
vorrei ondeggiare meno, compilare
carte d’imbarco per luoghi. Non ho
molte scelte di campo.
In campagna elettorale, devo ricordarmi
di salire su palchi meno scricchiolanti.
Io sono così, e tu non sei
e io non sono ut.

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