deità

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Un sole
in quel cielo funereo
si staglia, pesante
invisibile
composto di miliardi di macchine
che scalciano, affrettano
rimpatriano
il minimo denominatore
e vibrano, ansanti
incendi.

Un sole, un viso
sul mirabile mostro
indifferente
contro l’indifeso
l’invisibile, colpisce
per calcolo distratto
distrutto

com’è vita che sia
com’è segno che sia

un boato di ciminiera
riappare,
e lo sbuffo d’universo
risale, immoto
non visto
nei piani divini.

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