oro

Sono sola
davanti al dirupo
vedo folle, sento voci
e mi ronza sicuro
lo smarrimento,
e il desiderio ficcante
di scorgerti,

salire
su una colonna di fumo
visibile solo a me,
sorriso dei tuoi sedici
e dei miei undici
se non sbaglio.
Sono sola su questo ciglio
e insofferente
mi sbaglio,
la natura è superflua
l’universo l’inezia migliore
perché il fato
ride della caducità

e io ho paura
di sentirmi sempre
come a sei anni
quando mi portavi
a scuola, per vicoli ventosi.

Se la tua mano
fosse qua,
potrei respirare
meno vetro
e più oro.

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