eletti

3

Se non fossi quella che sono
non sarei qua, attraversata
da millenni di parole
consumata dai giri lunghi delle parche.

Se io fossi quella che non sono
potrei immedesimarmi
in quel corpo che cade, pulito
dal materasso al pavimento
e poi da esso alla finestra
e alla porta, giù in strada
per poi riallettarsi, riallacciarsi
concluso, inane.

Se io fossi una qualunque
porterei un nome, e un cognome
miei oggetti personali
sotto l’altare delle contraddizioni

com’è che la voce mi manca
nel pronunciare parole di morte;
io sono quella che sono
e niente di peggio
poteva capitarmi.

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