Cambi


S’aggrappa
Il refolo di stagione
Alle ragnatele impavide
E si ammala
Di troppi consigli,

Cucito a doppio margine
Sui dorsi e sui palmi.

È un periodo lungo
E la voce non riesce
Sovrasta, solo a volte
La mia faccia.

Dei tuoi corposi indizi,
Veritieri o no,
Mi riservo solo i raggi
Più penetranti:
Il resto, lo regalo
E lo relego
In fondo ai vicoli chiusi.

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