Take away

Tony Cragg

Le persone pensano che non ci sia mai limite. Che la riserva di fiducia interiore nei confronti delle situazioni peggiori, più indisponenti, più capaci di turbare e muovere a domande interiori instancabili, più portatrici di esami di coscienza laceranti, sia infinita. Che per quelli indifferenti e indisponenti come loro, esisterà sempre la possibilità di interfacciarsi con un essere umano comprensivo, accogliente, capace, attento e accorato.
Mi spiace deludere questi soggetti: non è così.
Ho perso completamente l’istinto a prendermi cura del prossimo a oltranza. Una volta per dovere lo facevo, anche per un certo masochismo morale (grazie padre dei tuoi inutili insegnamenti all’abnegazione senza sbocchi). Addirittura ero convinta che fosse il massimo della manifestazione d’amorevolezza quel tenue lucore di brevissimo interesse nei miei confronti. Ora, grazie a molti avvenimenti umani che mi hanno sconvolto la vita, ho dovuto cambiare prospettiva. Un pezzo alla volta ci sono arrivata e ho capito che molte persone non mi meritano e non mi hanno meritata.
Prima, solo la mente me lo diceva, ma convincere il cuore è tutt’altra cosa. Ora, finalmente, quel vuoto consolante di parole, pensieri e decisioni ha raggiunto anche la parte emotiva.
Io, di certe situazioni, non ne voglio più sapere nulla. Quanto io sono trattata da invisibile seccatura, pure loro assurgono a tanto disinteresse per me. Certo, apparentemente sarà uguale, è la mia forza la resilienza, però mancherà sempre qualcosa. È un pregio saper continuare dove gli altri si sarebbero arrestati in preda a una crisi. Io le crisi, le mangio a colazione insieme al latte.
Una sola cosa mi viene da dire: essere riusciti a perdere così tanta importanza verso una persona che avrebbe dato anche le dita su un piatto d’argento per amore di umanità, è stato davvero un colpo da maestri notevole. Non ci credo nemmeno io a quale appiccicoso velo d’indifferenza mi si è depositato saldamente all’interno, è una sensazione totalmente nuova. Ci vorrà un po’ per abituarmici, ma state certi che ci riuscirò.
Un pezzo alla volta, sarà eroso anche l’ultimo brandello di idealismo. Un boccone alla volta la realtà chiara che il mondo chiede individui ciechi, ottusi e senza un minimo di fantasia, mi divorerà qualunque volo mentale. Devo solo stare a guardare.

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9 pensieri su “Take away

  1. gli opposti rimangono intimamente legati, non ci sarebbe l’uno senza l’altro…si volta la medaglia da un lato o dall’altro, ma quella è. così il cinismo è saldamente poggiato sull’idealismo…forse bisognerebbe liberarsi delle medaglie, dei legami..ma che drammatica? libertà sarebbe…

      1. si ma il paradosso è che, come dici, si giunge ad essere un “effetto” prodotto proprio da quel legame che si tenta di spezzare. si è sempre e comunque imbrigliati. l’indifferenza come “slegatura” esiste nella pura alienazione, che in quanto tale, non patisce (nel senso ambivalente del termine) affetti (emozioni)

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