canto

dsc2031_v3

è come una droga
l’indecenza

volgare e privata
di limoni spremuti
nelle ferite di guerra.

è come un sorriso
tagliato a vivo
pelato, scorticato, mangiato
dai vermi della fretta.

i corrispondenti amori
che scivolano, gocciolano
inesorabili dai capelli, dalle dita
sfuggono e migrano
perlacei e indifferenti.

mi fa paura che non m’importi
perderli, e dileguarli sull’asfalto riarso;
mi fa paura che la paura
sia un pretesto confortante.

i miei canestri di frutta
sono pieni di marciume
e moscerini.

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