Digressione

è così che gloriosamente dieci anni di servizio alla missione scolastica se ne vanno giù per il cesso.
senza contare i quattro anni di formazione universitaria che fanno quattordici.
e il liceo, arriviamo esattamente a diciannove anni.
spesi, così, per fare una cosa che mi piace, ma si rivela sempre più difficile.
puoi anche sputare il sangue sul linoleum ingiallito della classe, ma quello che conta sarà sempre la tua perdita di controllo.
potrai portare contributi originali, adattarti, fare mille colloqui insensati, ascoltare le richieste più assurde, pulire nasi e allacciare scarpe, consolare bambini sconvolti, fare mangiare inappetenti, soddisfare capricci e insegnare giochi, e insegnare al meglio che riesci.
quello che conterà è SOLO ED ESCLUSIVAMENTE quello che non sei in grado di fare.
non importa se quella cosa nessuno la sa fare, nemmeno colleghi, specialisti, gente di passaggio.
conta che TU, che ti sei voluta (mica tanto, ma fa nulla) la responsabilità, non lo sai/puoi/devi fare.
alla fine, tutto quello che ho ricavato dal tempo speso è una sola cosa, dagli altri: un sentimento misto di acredine, sporcizia e compatimento.
è triste, ma insegnare è uno sbattimento senza sbocchi.
ve lo dico col cuore: non fate gli insegnanti, non ne vale la pena.
paga bassa, discredito sociale, routine sfibrante, casi umani e familiari sempre più nel baratro della psicosi, e di contro sarete voi a perdere energie, interesse, amore, vitalità. non varrete mai abbastanza. non sarete mai abbastanza.
e così, mi dedicherò a un bel lavoro impiegatizio, farò cose di contorno, tipicamente.
mense, codocenze, materie che importano a nessuno.
ma ne sono felice, devo dire la verità. non c’è nessuna forma di gratificazione, qui, per quanto io mi possa sapere brava e capace, sicura delle mie capacità, non conta. non esiste. tu sei solo quell’incidente che è successo, sei solo quello e rimarrai solo quello.
io, ho chiuso. come ho chiuso con i siti di scrittura, con le persone che mi hanno considerata superflua (“ah! c’è lei! me n’ero scordata”), con mio padre, con il mio ex, con così tante cose e persone, e strade e frequentazioni. così tante cose.
ero sinceramente fiera del mio lavoro. forse non sono fatta per lavorare.
nuove prospettive, dicono. peccato non saper fare altro, a quest’ora gradirei anche solo la nettezza urbana: io e la mia scopa dalle quattro di mattina alle otto; cos’altro esiste di più gratificante?

Annunci

scope

2 pensieri su “scope

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...