Lettera a te,
Che non mi hai visto
E mi conosci, profondo
Come il sangue che romba
Tra le cime quando scivolo

Volevo dirti qualcosa
Ma mi rendo conto che è scomparso
O forse è troppo ossidato
Il concetto che poco prima sembrava lì, chiaro

Esiste una qualche forma di saluto
Che non comprometta ancora
L’idea che ci siamo regalati,
Incartata nei suoni magnetici
Dei periodi combattuti e contriti?
Lettera a te, che mai finirò;
Mi vergogno troppo
Del mostro appiccicoso
Col rossetto
Che ti sorride, dalla mia spalla.

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