Digressione

the-legend-of-ylang-ylang

nella somma che ci distrae, appare qualcosa di svelto.
un lampo, un respiro d’inverno che butta giù tutte le misere ossa portate dai cani del piacere.
sulla cima, si estende una coltre di cirri: sono neri, com’è nero il mio sguardo. abbasso una mano, e intanto mi schermo la vista. c’è ancora troppa strada da fare per una sosta.
quel lampo, rosso e fiammante, riappare. mi si stampa sulla retina, come il sole visto all’improvviso.
e dopo aver scrutato ancora l’orizzonte, decido che è ora di ripartire.
tu, sei ancora dove giace l’aurora dei miei pensieri, ed io devo scalare più montagne possibili, per cogliere il fiore leggendario che ti riporterà dove io non so stare.
mi fanno male le ossa, e sanguino sulle rocce. ma quello che troverò, conta più del dolore.
aspettami, anche se ci vorranno anni, secoli di cicli.
aspettami.

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fiorire

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