Digressione

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Vedo un quore
lontanissimo,
sbucare, acceso

mi avvicino, cauta
sono esseri schivi
e preziosi, selvatici

Lui mi ha visto
molto prima di me.
Alza le orecchie tenui
e gli occhi grandi e lucidi.

Io allungo una mano
e lui freme.
L’alba sta per nascere
nei suoi occhi.
Un uccello grida.

Scappa

Sono sola,
stupida e felice
al margine dei salici.

Q

Digressione

Come una biglia rotola
nella U soddisfatta
fa rumori sordi concentrici
e silenzi ardenti.

Il minaccioso mangiare
di pulci e insetti
che saltano da collina a collina
e volano, in formazione
nella mia testa.

Mentre la biglia rotola
disperata, senza via
senza uscita.

bilie

Digressione

la-melassaC’è una cabina
ancora attiva
dove carica la notte
e nel fumo di vetro
l’accortezza di non farsi sentire
solidifica; lenti processi genetici.

Concrezioni ascetiche
in asfittiche perlescenze,
coperte di ditate aliene
e vibranti di calori spariti.

Il caldo secco
che s’impadronisce del giorno
ristagna, e rallenta il tempo
di melassa tiepida e scura:
la macchia che dai vestiti
non so più togliere.

melòs

Digressione

Lidi improvvisi
tra la veglia e il sonno
si allargano le secche,
le mie reti vuote
e il fondo che striscia
in questo grigio d’alba umana.

Dalla baracca pensavo
che gli uccelli
smettessero di rubarmi il pane
ma sono fregate.
Qua, sulle rive del L’ente
sola, umida di cera
infilata a forza
nel barile del penitente,
in perenne attesa scolorita
d’un inizio imminente.

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