Digressione

xavier-puente-vilardell-17

Voglio perdermi nel tempo-spazio
dimenticare chi sono.
Ristabilire il grigio incolore
dove è giusto che sia.

Perderò un pezzo alla volta,
un sentimento via l’altro
fragili e banali,
ali scomposte e candeggiate di falene cieche

riempirò l’aria
di giganteschi palloni vuoti
com’è vuoto il mestessa
che rimbomba un tonfo alla volta
sui dirupi del male.

Voglio imparare
a declassificare
quel fascio di muscoli e neuroni
che tanto mi chiama;
voglio la sordità d’anima.

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