Crociera giorno tre

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16 gennaio 2018 – giorno 3 – gita a Labadee, Haiti

 

-La Royal Carribean ha comprato un pezzo di Haiti.

Rifletteteci con calma.

Una compagnia croceristica che fattura MILIARDI di dollari ha comprato un pezzo di un’isola abitata da gente POVERISSIMA e la fa pure lavorare lì, spacciando la sua arte come artigianato da croceristi presuntuosi che l’appenderanno in bagno vicino alla stampa di una locandina. E gli stessi haitiani, dopo le 16.00 si ritroveranno in miseria e presi in giro da questi buzzurri internazionali che mangiano loro in testa e si bullano di una cultura millenaria (o che ne so) NON loro sfoggiando l’artigianato locale nelle cene con gli amici.

-Se fosse NOLEGGIATA, se RC facesse poi delle donazioni, se il governo haitiano non fosse così disperato, sarebbe diverso.

Ma la pantomima tirata in piedi con musicisti, facchini, ragazzi e uomini trattati esattamente come dipendenti (cioè schiavi) RC ha del grottesco, blasfemo, osceno.

-Esattamente come l’esperienza di SHARING DINNER di ieri in cui un commerciante in NUTS (ah-ah, per in non americanofoni indica noci e anche testicoli) pennsylvano e un fattore svedese si lamentavano del servizio peggiorato delle crociere negli ultimi vent’anni. Le serate di gala prevedevano FIORI E CANDELE e quattro camerieri almeno per tavolo, che tempi infami! E la moglie del commerciante si è lamentata col cameriere lecchino da contratto che stava che offrire champagne per tutti per scusarsi a nome della gloriosa RC.

-Mi rendo conto che molta parte dell’Occidente concepisce la povertà con un paternalismo benevolo rivoltante.

Avrei dovuto gridargli che sono stata povera anche io e che non ha nulla di dickensiano o fiabesco la cosa.

Che lo champagne poteva berselo da sola e farci un bagno, che nemmeno mi piace.

Questo socialismo deamicisiano è tremendo, e lo svedese che diceva quanto sia TROPPO SOCIALISTA il welfare del suo paese, beh, fa vomitare tutto il senso etico tra i fiori e le candele mancanti.

-Mi piace la crociera, ma fa male. Esistono molti croceristi di elezione, convinti di MERITARSI i privilegi, incapaci di comprendere che sono per larga parte soggetti a un’ottima sorte. La perseveranza alla povertà, a meno di vivere nel dopoguerra, non ha mai fruttato più che un pasto caldo per il giorno dopo. Eppure, sono convinti basti questo per ESIGERE fiori, candele e i quattro camerieri al tavolo.

Il commerciante dice che ha contato almeno trentotto provenienze diverse fra gli schiavi RC e quasi nessun europeo, che erano del resto i MIGLIORI come servizio.

-Non sono cattive persone.

Solo non gli interessa la compassione, quella non fa fruttare in NUTS a Natale il sessantapercento dell’annuale, oppure non fa coltivare patate e carote o compra i quattro anelli sulle due mani della moglie svedese. Non fa cifra tonda e nemmeno di scarto, nel bilancio delle loro fruttuose esistenze.

La compassione VERA (non quella mielosa del prete da oratorio) costa una fatica etica e morale profonda, in fondo è tutta questione di consapevolezza. I due businessman sono perfetti come sono, solo sapere che oltre al loro naso d’oro c’è la desolazione e molta felicità incomprensibile (senza fiori, candele o quattro camerieri europei per tavolo), sarebbe solo un bene e gli eviterebbe certe figure meschine con camerieri e vicini casuali.

-Il mare dei Caraibi è ACCECANTE, umido e caldo. La sabbia è farinosa e ci dormirei avvolta. Ho fatto il bagno due volte e ho preso molto sole. Ne sono fiera.

-Leggere, scrivere e giocare a carte sono cose da anziani. E ne sono fiera.

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