l’incoscienza

incoscienza
#itsnicethat #instagram

Hai mai pensato alle cose che conosci COME sei giunto a conoscerle?
Intendo quelle che più o meno tutti secondo te sanno e che ti stupisci quando scopri che altri ne sono ignari.
Nozioni facili: i nomi delle strade, i negozi della zona, le targhe delle auto, e tutte quelle minuzie pratiche, curiose, indipendenti che vanno a fare parte del sostrato base, della terra vergine su cui tutto il nostro identitario si fonda.
immagino che nessuno ti abbia mai spiegato come ci si debba lavare il viso, quante volte, quanto sapone, quanta acqua o per quanto tempo. Oppure che non ci sia niente di meglio che la spugna di cotone per asciugare la pelle. Oppure che in vacanza si va al mare e non, che ne so, a sostare davanti alle stazioni.
Chi ti ha insegnato che la mattina si fa colazione con latte e caffè? E se fossi invece in errore e dovresti invece mangiare papaya e carne di scimmia affumicata? Perché proprio latte e caffè?
Sono domande oziose, da scetticismo totale o potrebbero essere intelligenti andando a sondare il vero profondo carotaggio del sé più veritiero, quello basato sulla consuetudine che ci accomuna come esseri viventi che nascono, mangiano, respirano e defecano?
Esiste un nocciolo duro di noi, oltre tutto questo addossarsi di strati sottilissimi e pesanti fatti di oggetti, abitudini, pensieri ben calibrati, minuzie, oggettività non così tanto oggettive?
E se esiste, dove si trova, a QUANDO risale? In che momento della nostra esistenza si manifesterà davvero, se si è già manifestato, come reagirà?
Potrebbe essere tutto un inganno che ci siamo imposti, un enorme palco di legno oltre il quale siamo null’altro che sagome di cartapesta. Qualcuno sarebbe pieno di orrore per questa teoria.
E se fosse invece molto riposante? Se la coscienza di non esistere in sé e per sé ma di essere come le formiche operaie, parte di un unico organismo cieco, anch’esso senza scopo, lanciato nello spazio su un pezzo di roccia incandescente a girare vorticosamente nelle infinità del nulla?
Domande normali, o anormali, dipende. Io, esistesse un referendum interspaziale, voterei per l’incoscienza.

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