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Le

timbri

ex libris

Mi sono comprata un timbro ex libris personalizzato. Sai che mi piace leggere, mi hai sempre vista leggere. Tu leggevi quasi solo fumetti, hai iniziato tardi e in un certo senso ammiravi il mio desiderio di sapere. Sono sicura che un po’ lo detestavi, ma cosa non si trova irritante e insieme bello delle persone a noi vicine?
Nonostante questo, i tuoi libri di bambino avevano scritto con bella scrittura, arzigogolati un “Proprietà di Glauco Bosio”, a volte ci disegnavi un Paperino brutto sotto.
Mi piaceva vedere quei libri di una generazione diversa dalla mia, vedere la scritta e pensare all’impegno che ci avevi messo per tracciarne l’appartenenza.
Anche a me piace farlo, ho avuto per tanti anni un timbro con una V fiorita, poi la mamma mi aveva regalato una V a pressione, molto elegante. Oggi mi sono regalata un timbro ex libris con un gatto degli stivali e sotto ho fatto la scritta “Proprietà di Viola Bosio”.
Mi piace avere delle scritte di me addosso, passavo le ore a rielaborare il nome (ora si chiama lettering e lo trovano tutti fichissimo, nella mia adolescenza era una cosa da sfigati cronici).
La mamma ci cuciva addosso le etichette sui vestiti che portavamo in colonia, per non disperderli nella folla, le timbrava con un inchiostro speciale anti lavaggio e per secoli ho avuto magliette, pantaloni, costumi, istoriati del mio nome. Mi dava sicurezza portarli in giro, un senso di appartenenza, appunto. Ero sicura che non mi sarei persa, che la mia famiglia mi avrebbe sempre ritrovata, in qualche modo, e anche io avrei saputo chi ero, di preciso. Ero io, ViolaBosio, quella dell’etichetta.
Mi piace pensare che io e te abbiamo condiviso questa necessità di nominare le cose, le persone, i luoghi. Anche se quella saccente, scrivente e leggente ero io, sono sicura che hai lasciato le tue tracce in giro, in qualche modo. Una sorta di aura glaucosa, in tutti i posti che visitavi e camminavi in circolo per segnarne il territorio, come i gatti.
Intanto penso al timbro e al proprietà di. Proprietà di Me e di Te.

La poesia non esiste

Sono incappata in un post che ha sollevato dubbi sulla critica negativa di Alda Merini. In sostanza, perché poco circostanziata.

E mi è stato detto (con i toni da gentilissima sconfortata al limite della sopportazione) che non ci ho capito un cazzo perché non mi piace e non sono empatica.

Perché invece non deve esserlo quella positiva? Perché i sofferenti sono bravi perché soffrono e sensibili e naif e quindi ammirevoli PER FORZA?

A me Alda Merini non piace. Non mi piace l’uso mediatico che se n’è fatto. Il costrutto di un personaggio intorno a una persona, qualunque cosa abbia scritto. Lei non vende tanto perché sa scrivere bene, ma perché è stata sovraesposta e qualunque buon marketing farebbe vendere i prodotti più disparati. Ha dalla sua una certa affrettata semplicità che appare tanto sofisticata, una specie di grande ricerca stilistica arrivata all’osso che secondo me non è mai avvenuta.

A me urta l’uso psicologico che si fa della critica. Non c’è nessuno dei criticati (per interposta persona, ovviamente) che abbia il buonsenso di dividere autore e opera. Nessuno. E se viene presa in esame con precisione (perché la vogliono sempre ben circostanziata, ovviamente. Vogliono i critici laureati), si ipotizza snobismo, cripticità, gusti difficili eccetera eccetera.

Non esiste che tu mi critichi male, maluccio, malino. Se vuoi farlo, mi devi dare un buon motivo in carta bollata, controfirmata da Carducci in persona redivivo.

Se invece hai da dire cose belle, sono tutto orecchi.

La poesia in Italia è un bluff continuo, tra autori e lettori (spesso coincidenti). La poesia non esiste o esiste in modi talmente sottili da non essere percettibile. Per questo è tanto facile usarla a proprio piacimento.

oggi

Oggi sono felice
anche se ho mal di testa e non mi reggo
sono felice

Anche se orfana di fratello
e inadatta a lavorare con i viventi
oggi sono felice

Signora delle cose perse, rotte, inconcluse
ho un gatto che mi ama, anche se non libero
e un marito che mi ama, anche se ansioso
una casa che mi ama, anche polverosa
una vita che si ama, anche se dolorosa

Oggi sono innegabilmente felice
in altri giorni mi avrebbe infastidito
ma oggi, ora, dal mio letto
tengo questa felicità tremolante
prima che si sciolga.

in morte di me

battista2

si avvicina puntuale,
come la decollazione del battista
la sensazione corretta
che ora non scriverò più
che ho finito
e mai avrò più niente da dire,
un rito a questo punto esoterico

mi trascino da tempo
il desiderio di sfumare
in poche e irrintracciabili sfoglie,

la sensazione precisa
e incontrovertibile
che ora mai più avrò qualcosa da dire

perché sono un animale stupido
e mi ripeto come una cellula,
divento tumore, impazzita
e infine un grumo ignobile di enzimi e lisosomi

è giusto così
è il vero

non scriverò più
almeno per il tempo
che avrò ricominciato
o davvero, è finito?

spaziotempo

Perché la diversa percezione del tempo
ti fa odiare Il tempo stesso
e fianco a fianco del sorriso assorto
un luminoso ardere doloroso;
ti ascolta la prima ultima rosa di maggio
compresa nel suo ruolo di stella dei poveri

E anche lo spazio non se la cava bene,
con tutti gli interstizi tra protone e protone
ti sfugge dalle mani il mistero denso
che tutti siamo fatti di carne e sangue
persino le pietre e i sensi sono persone
che una volta avevano amore e scelte

In questo fuggevole e statico cordoglio
tutto è in fiocchi di tenere imprecisioni astratte
e tu puoi anche rilassarti. Sarà più chiaro
magari meno facile, ma il tempospazio
non li odierai incompresi come ora.

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Sono Giulia e sono una studentessa dell'Università degli Studi di Padova. In questo blog tuttavia condividerò con voi un'altra mia grande passione: il mondo del makeup e della skin care. Scriverò recensioni dei miei prodotti preferiti, di quelli che mi sono piaciuti meno e di tutto ciò che riguarda il beauty.

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