Tutto

Rifarei tutto con te
E tutto quanto rifarei
Un momento impegnativo
Un secondo alternativo
Non li voglio, sono lontane oasi disabitate

Tutto quanto rifarei
Dal più alto dei voli
Al più basso dei planari
In un deserto di cactus
In un capannone dismesso
Su un tavolaccio vecchio
O su un pavimento sconnesso

Tutto rifarei dalla a alla z
E passando per le lettere
Non escluderei nemmeno quelle
Con cediglie, nine o umlaut
E perché no? Altri alfabeti
Per dire il tuo nome e cantare il tuo cuore
E negli occhi del tempo fissarlo
E dirgli ancora una volta che
Tutto, veramente tutto rifarei

Lo rifacciamo?

Che tutta la mia vita è nei miei occhi

“Che tutta la mia vita è nei miei occhi:
Ogni cosa che passa la commuove
Come debole vento un’acqua morta”*

Che ogni cosa che passa la perturba
E c’è un momento arreso
In cui mi vedo negli specchi del giorno
E vago e vibro e salgo
Come piuma foglia o sposa
E falso il sogno si riposa

Che mi passa un piccolo ignoto stanco
Sulla fronte, sul prato

Poi gli occhi chiudi
E tutto ciò che ero
Scompare, e resto solo un ricordo
Un minuto di agitazione
Un secolo di calma

*Camillo Sbarbaro

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Malriposta

#deepdarkfears

Non è che mi vergogni
Di due lacrime in più o in meno
È più che sembra una forma
Di insoluto egoismo
Di ostinazione sorda e pura
Di gioco frusto e malriposto
Di mostra d’arte
di oscuri pittori secenteschi bui e tutti uguali
Di un tempo che non torna
Di una consunzione ossea e tendinea

E allora non ne parlo
Perchè non c’è davvero niente da dire
Nella mancanza e nella perdizione
Di cosa parli se non hai perso che le parole?

Rose

Qualcosa che pensavi
Di avere dimenticato
Qualcosa che dimenticando
Nell’avere pensato
Qualcosa dimenticato
Che avevi nel pensiero

Un cespo di rose
Un’insalata di momenti
Un canto, sottile
Di velluti innocenti

E sopra tutto
Il passo sottile, inesperto
Di quelle storie
Tue e solo tue
Che ti scoccia
Raccontare.

Faccendieri

Gli sciocchi problemi
Di persone che non amano
Nemmeno se stesse
I discutibili valori
Introiti specchiati
Carriere da faccendieri
E facce, facce che non voglio
Ricordare o avere attorno

Gli sciocchi misteri
Di muri di gomma
Di facce di gomma
Rimbalzanti e cancellanti
Che non scendono
E non aprono
Uno spiraglio qualunque
Che sia di aria o di sole o di anima

Il mistero profondo
Che io abbia ancora un posto
Nel loggione
A guardare i saltimbanchi
Farsi beffe dei miei pensieri

Oort

A lungo
Il tempo attese lo spazio
E la nuova nube di oort
Vorticando
Zampettando
In fuoco
In stallo

Converse
Conversando
In un punto luminoso
E oscuro e denso e succoso

E qui, nel mio petto
Si addensa il vuoto
Pieno zeppo
Di me, di te, di tutto

Cadono

Siamo fiori che ci cadono dalla bocca
E nella distanza assente
Tra un sussurro e l’altro
In pioggia il tiarè profuma

Siamo in fiore e un fiore
Che ti è rimasto tra i capelli
Un pensiero di sole e orizzonte

Ci cadono dalla testa
E svettano come alberi

Ciò che siamo
Nel bene e nel male
Siamo fiori che
Cadono.

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