Chiavi

Ho visto fra i tuoi ciliegi
Tante chiavi
Gemelle bianche e nere
Chiavi di chiavi
Che aprivano i miei segreti
I segreti dei segreti
Rossi, di ciliegie

E in alto
Fra il nero e il bianco
Tintinnante sfrigolio
Uccelli allegri e affamati e feroci
Beccavano le bacche
Dei miei desideri.

Ti ho visto per un momento
Tra le fronde sui rami
Sulla fronte le ombre
E i sorrisi incisi sulle mani

Ti ho visto tra i ciliegi
Non sono salita
Non ho il fisico o la grazia
Per perdermi fra il verde e loro
Fra il rosso e l’oro
Come te, frammento di uccelli.

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Ucc

Uccidimi
Incidimi
Baciami
Precedimi

Indietro dove
Non si torna

Inimicami
Tutte le tue idee
E le gelosie

Falcidiami
Correggimi
Sollevami
Precedimi

Avanti
Dove non c’è più spazio
Dove non c’è più cielo

Inficiami
calciami

Infine
Precedimi
Uccidimi.

Nuche

Di nuche
Della superficie fragile
Un velluto di intensità
Quel punto preciso
Dove passa l’anima
Una preda delicata
Inconsapevole
Degli occhi spioni
Quel punto d’incontro
Tra il portare pesi
E il pensare di noi

Di nuche
Nuove o vecchie
Di un cuore
Che è più selvaggio
Di quello che crede
E forse anche più innocente

Di nuca
Ti vedo
Tu non lo sai
Ma ti vedo.

Cani

When there’s too much humanity
And you don’t know where to run
And hide and breathe
And watch to hug misteries and miseries
Your loved ones your troubled lost
Focus on air, close eyes and hands
Swipe all people around you
Simply swipe

Leave only dogs
A whole happy dog city
You and them
And birds, of course, too.

*

Quando c’è troppa umanità
E tu non sai dove correre
E ti nascondi e respiri
E osservi per abbracciare misteri e miserie
Quelli che ami quelli complicati perduti
Concentrati sull’aria, gli occhi e le mani stretti
Cancella tutte le persone intorno a te
Basta scorrere la mano

Lascia solo i cani
Una città di cani tutta felice
Tu e loro
E anche gli uccelli, ovviamente.

Parigi val bene

I luoghi sono grandi persone
Infuse d’animo millenario
Alcuni sono giganti
Altri minori,
Eppure i luoghi parlano
Con lingue lente e metodiche
Fatte di passi, di sogni e di turbamenti
Rubate dai passanti, cullate dai colombi

La storia non la fanno gli uomini
O meglio non solo quelli di adesso
Ma le genti antiche, e le ossa delle case
E delle cattedrali, le pareti, e le strade e i fori

Per cui, quando amate un luogo
Ricordate, è la storia di uomini come voi
Concentrate e diluite in tre dimensioni
Che amate e per cui patite

E per la storia nelle ossa del tempo
Che i cuori sanguinano e gelano
Per la storia e per l’umanità
Così immensa in così poco spazio
Lanciato nell’universo.

*a Notre Dame, Ninive e Palmira

36

Ti ho sognato
Anche oggi
Tra le 7 e le mille

Ed era strano
Perchè dormivi, un po’
Incosciente, mezzo andato
Passavi da un posto all’altro
Sempre per dormire o poltrire
E io ti chiedevo se era tutto a posto
E tu, con il sorriso dell’inconscio
Dicevi niente e vedevo tutto
Nei tuoi occhi grandi.

Non ho sofferto o gioito
Credo che forse
Ora ti lascerò dormire
Anche dentro di me.

Gita

Domani ci voglio andare in gita
Su quel buco nero
Tenerlo vicino e fotografarlo
Come i turisti con i leoni
E voglio sdraiarmi al suo freddo eterno
Abbronzarmi con i neutrini che nuotano
Velocissimi nel nero, per non farsi prendere

Domani vado in gita al buco nero
E ci faccio un weekend intero
Da sola, con i miei amori sparsi per lo spazio
Con l’universo bellissimo e rarefatto
Cullata dalla materia oscura
Accecata dalla bellezza d’essere qui e ora.

Avvolte

A volte

Che non ti sembrano neanche vere
Colte in fallo nel levitare dei mondi
Quei sogni crudeli e insieme onesti
Tuttavia pieni di segni e suoni

A volte
Implodo nel tempo e nello spazio
Mi faccio grumo d’incapacità
Ed ascolto le parole

Quando dovrei chiudere
Con i tempi andati e le ricorrenze incidentali

E in quelle volte
Mi concentro più che posso
Per diventare un punto intenso
Il centro e la periferia del tutto
Senza meta senza storia

E quando ci riesco, come oggi
Torno da te, che per fortuna
Mi aspetti, sempre.

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