Anni

Nei miei anni migliori
In fondo al vicolo
Sulle macerie ch’erano me stessa
Un suono come di battaglia
O forse era di padelle e stonature
E una luce, intermittente
Forse rossa o forse assente
Quando ero e quando non ero
E quando fosti e quando fui

Lì, in quel momento sull’orlo
Di un momento devastante
Mi sono ricordata
Che i miei migliori anni
Non li avresti mai visti

Te li dedico, anche se mangi poco
Anche se sei troppo magro
Anche se fino alle stelle
Non ho davvero idea
Ti raggiungerà la mia testa
Là, tra gli alberi, di là dal fiume.

ma

ma il vero amore, non ha un senso
ti trasporta in posti che nemmeno vorresti
e in fondo ti ama
anche il più infimo dei guai

non è mai uno spreco
essere quello che sei
e provarci, e dannarti
e poi continuare a volerti meno integra

per quel pezzo di me
che mai mi restituirai
il vero amore non è mai
uno spreco di tempo

il vero amore
anche scalcinato
anche bucherellato
dal rimorso e dal dolore
non è mai uno spreco

e di questo fantasma
che mi hai lasciato
e che cerco di tenere tra le pieghe
nascosto, manifesto

il vero amore
-come questo-
è uno spreco di te.

scarsamente

23966749_133758887328822_8822749904234348544_n
magic macro world

Esistono scarsità e scarsità
un guanto perduto
vuoto della mano che lo riempiva,
un letto disfatto
pieno di una giovane bianca

esistono impedimenti e condizioni
speciali, rattrappite
in angoli polverosi
di ragnatele di gatto coperti;

educano al meno, o almeno corrodono
aspettative inefficaci,
su davanzali ipocondriaci:
guardiamo le gocce di acqua
che scorrono sul vetro nero.

Guardiamo le gocce di vita
che scendono dal cielo pieno.

viaggiatori

IMG-20171121-WA0004.jpg

tra le piaghe
nella linea d’ombra
del tempo che si completa,
la cintura di orione
spezzata, a metà
e un taglio, longitudinale
lungo il tropico del capricorno

il viceré voleva trovare
segni di vita
in fondo ai viali lattei

e invece
dalle lenti zigrinate del sorriso
vide solo poche passanti
poche, invero, maestà.

uno qualunque

barite-var-desert-rose-raf197198-06

Il mio cuore
È un bel deserto
Un luna park dismesso
Pieno di cemento e terrapieni:

Vento freddo soffia
Sui mari senza bagnanti
Solo grida di animali antichi
E figure di vecchi intabarrati

Il mio cuore
Un deserto asciutto
Di volpi artiche e africane
In danze d’amore sorprese
Nel mezzo delle urla dei coyote
Nella notte albeggiante

Un frinire di foglie secche
Mi riporta al momento

Un deserto
Il mio cuore;
Oasi distanti
Fra le morgane.

cent’anni

985736eea43b80fe8d5709c5a9cc75ec-richard-uk-history

Nel momento stesso
in cui la miccia si accende,
si accorcia il filo
e la memoria esplode
in pezzi minimi, connessioni rivali

tra le fronde dei sogni,
il maschio ad angolo vivo
difende dagli attracchi:
fischiano sulle teste dei Proci
palle in arenaria bianca e nera
e i magazzini in macerie
vuoti di granaglie e uomini.

La guerra dei cent’anni
dura un minuto
nella mia testa.
Scelgo sempre
il nemico migliore.

Corto

12-pausa-suno-scoglio-copy2014-mcl-vieusseux-alinari

Zio Corto ha deciso, molti anni fa
che il mondo fosse troppo
stretto, largo e quadrato
per le sue mire conquistatrici.

Naviga su spiagge di canditi
e ruba ai pirati le migliori gomene,
dei tesori non sa che farsene.

Cuce molte vele, le rende larghe
usa tutte le lenzuola
che l’ospedale gli fornisce,
disperate, le infermiere,
gli hanno tolto tutto
e dorme sul materasso, spesso a terra

per allenarsi alla miseria,
lui dice.

Ma non è triste, zio Corto,
a lui piace non avere altro
che la sua stola di lino, un catino
per lavarsi con acqua di sogni
e pappette da neonati
da rifiutare ogni volta.

Sta dimagrendo a vista,
quando lo vado a trovare
mi fa misurare i polsi
e le mani grandi più del cuscino.

Eppure gli occhi
limpidissimi, spalancati
sono quelli del vero viaggiatore.

Quando morirà, lo porterò al mare
dove non è mai potuto salpare
per i suoi interminabili pellegrinaggi.

preferisco

Preferisco il mare
Di pesci a corallo
E le onde di misere
Indigenti sirene

Preferisco il rame
Sbalzato fuso
Nel tuo palmo
A crogiolo

Preferisco un arme
Di ventata, vene vuote
E occhi spenti

Preferisco
La mia testa
Piena di vermi
Alla tua
Vuota di sogni

scrivi

scriviamo per non scegliere

scriviamo per mentire

scriviamo per colmare

scriviamo per morire

scriviamo sopra i muri, l’amorenostalgia

scriviamo ancora assenti, alla vita, al suono

alla gioia

scriviamo migliorando il tiro, ai nostri bersagli prediletti

scriviamo e montiamo la censura (che se ne parli male, ma se ne parli)

scriviamo in blog, quaderni e incunaboli,

sulle scale dei deserti abitabili

scriviamo e dimentichiamo, proviamo e scalciamo

scriviamo il dissenso la morte la malattia

scriviamo

 

scrivi (amo)

scrivi? io amo.

Immagine

Blog su WordPress.com.

Su ↑

Cologne Show

Perfumed liquid composed of alcohol and fragrant oils, not the German city.

A X I S ✵ m u n d i

Rivista di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo, letteratura del fantastico. A cura di Marco Maculotti.

l'eta' della innocenza

blog sulla comunicazione

Il rifugio di Agatha Christie

Riferimenti teatrali e letterari nei romanzi dell'autrice

Cultura Oltre

Rivista culturale on line

StyleCaster

Style News, Fashion Trends & Beauty Tips

Les heures des parfumes

"What do I wear in bed? Why, Chanel No. 5, of course”. Marilyn Monroe

Voices of (extra) Ordinary Women

"Perchè le donne dovrebbero parlare delle donne"

Secoli bui ma non troppo

Personaggi e storie dal mondo tardoantico e medievale

Il Misantropo Ignorante

Storie, Racconti e Resoconti

Centro Studi La Runa

Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia. Online dal 1998

Rosapercaso

La felicità delle donne è sempre ribelle

Antisessismo

Lotta al sessismo che non conoscete

Come Non Detto

il blog di Leo Ortolani, che ci teneva tanto, bisogna capirlo