Digressione

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Scalando cime di pianto
col colmo disteso
e la vibrazione al minimo,
colgo il finito addentro
e stranamente,
non mi lamento.

Per una volta
ho fatto il peggio
di fronte all’odio ottuso
che riverso sulla mia tavola periodica.

Per questa volta
faccio bene
e mi limo gli angoli morti
col il tempo disperso.

Forse la collocazione
nelle mie corrispondenze astrali
era più errata,
che errante.

E d’io, come volevasi dimostrare
si muore.

/Mi dà fastidio
questo posto fangoso
e quasi, preferirei
soffocare/

cvd

Digressione

In contraddizione cronica
un passo via l’altro
l’assunzione negativa,

Abnorme, l’atmosfera
si riempie di odore bianco
e il cumulo di nero
in due colpi, diminuisce
aumentando in me.

Più colpisce, e funesta
frustando l’aria con elettriche
lì, dove la gioia piange
nei singoli angoli, scavati
per noi soli.

Noi soli

Digressione

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un grande cuore opposto al mio
e un altro più desto e nuovo del mio

ne ho visto poi uno meno pesante
e uno sicuro più colorato

un cuore medio, da borsa
adatto a tutte le stagioni
da potere sostituire, con facilità
impermeabile, traspirante e neutro.

un cuore poi, aveva dei buchi
ma era vintage, e sicuro la prova
l’aveva passata, col tempo.

un cuoricino, bianco e oro
così indifeso da parere un bambino,
quello, lo invidio anche.

al negozio però, mi hanno detto
che l’usato non è garantito:
mi devo tenere questo di cuore
e pure, nel caso, morirci.

non si accettano ricambi

Digressione

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quando il tempo si fa veloce
e con l’astuzia di un veleno
toglie vita, toglie atrocità
e insieme rende l’aria
un cristallo aperto

tra i cuori devastati
nel cimitero delle mie morti migliori,
accenderò un fiammifero,
l’ultimo, dei miei fiori

e poi, gocce dense
d’amore, lo spegneranno:
salva, per ora, salva
da ora.

salvatudo

Digressione

i

I can love, but I have no one to love, and I need to love.

Io non lo so
cosa potrei fare
ricavando succo di cedro
dalle mie gote maligne,

non mi importa
perdere consistenza
queste ali di marciume
non le ho volute,
le ho da sempre

e non le amo
sono un peso, sono una condanna
e se potessi sfibrarmi
per fartene cappelli e stuoie
per fartene una casa d’amore
lo farei, e farei un vanto
di solo quelle ali, rimaste
a monito di me.

monito

Digressione

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Voglio perdermi nel tempo-spazio
dimenticare chi sono.
Ristabilire il grigio incolore
dove è giusto che sia.

Perderò un pezzo alla volta,
un sentimento via l’altro
fragili e banali,
ali scomposte e candeggiate di falene cieche

riempirò l’aria
di giganteschi palloni vuoti
com’è vuoto il mestessa
che rimbomba un tonfo alla volta
sui dirupi del male.

Voglio imparare
a declassificare
quel fascio di muscoli e neuroni
che tanto mi chiama;
voglio la sordità d’anima.

sordità

Digressione

Mosso da profondo rispetto verso il legno, lo scultore belga Xavier Puente Vilardell instaura un rapporto di empatia con la materia plasmata dal suo scalpello. Egli ci dialoga fino a conoscerne i più intimi segreti, se ne infatua e infine consuma la sua forte passione dandole una forma, facendola volteggiare in spirali, roteandola in vortici […]

via Arte e curiosità – Scultura – Il legno contorto di Xavier Puente Vilardell — Barbara Picci

Arte e curiosità – Scultura – Il legno contorto di Xavier Puente Vilardell — Barbara Picci